Dopo sei anni di attività, l’ensemble Perlaro si è rivelato come uno dei più interessanti fra i gruppi emergenti di musica medievale. Consacrata per volontà della sua fondatrice Lorenza Donadini, al repertorio trecentesco italiano, la compagine internazionale degli artisti si è formata in seno alla Schola Cantorum Basiliensis da cui ha tratto tutta la tradizionale solidità accademica di preparazione e al contempo una fresca e vigorosa vena interpretativa dovuta proprio alla diversità dei suoi elementi e alle loro specifiche competenze.
Un albero carico di frutti, un olmo presso un fiume regale, è il significato del nome Perlaro, immagine che si staglia, quasi un’antica impresa, nel paesaggio prezioso e immaginario dei madrigali dedicati agli Scaligeri, signori di Verona.
Vere e proprie perle sono infatti i frutti che il lavoro filologico del gruppo fa brillare ai nostri orecchi: dai virtuosistici madrigali del codice Squarcialupi, alle briose ballate monodiche del codice Rossi, dai mottetti dello stupefacente Ciconia alle laudi vibranti di calda religiosità e per andare oltre ai limiti cronologici del trecento e affacciarsi sul secolo successivo, le sospirose ballate del codice Canonici, dove in mezzo ai nomi quasi sconosciuti di autori non certo meno geniali, campeggia il ben noto Dufay.
Tutto questo è stato accolto con successo dalla critica e dal pubblico, in festival come MITO (Milano), Notti Malatestiane (Rimini), Canto delle Pietre (Ticino), Ceresio estate (Ticino) e in tourné impegnative come quella in Cina (Century Theatre – Pechino, Ambasciata Svizzera – Pechino, teatro di Heyuan). E’ appena uscita la registrazione per la casa editrice Pan Classics: Sotto l’imperio del possente Prince, documento sonoro ricco di passione e controllo, un binomio quasi ossimorico che ben esemplifica la sfida musicale che il Perlaro raccoglie e che forse ha già vinto.
Biografia Perlaro
Dopo sei anni di attività, l’ensemble Perlaro si è rivelato come uno dei più interessanti fra i gruppi emergenti di musica medievale. Consacrata per volontà della sua fondatrice Lorenza Donadini, al repertorio trecentesco italiano, la compagine internazionale degli artisti si è formata in seno alla Schola Cantorum Basiliensis da cui ha tratto tutta la tradizionale solidità accademica di preparazione e al contempo una fresca e vigorosa vena interpretativa dovuta proprio alla diversità dei suoi elementi e alle loro specifiche competenze.
Un albero carico di frutti, un olmo presso un fiume regale, è il significato del nome Perlaro, immagine che si staglia, quasi un’antica impresa, nel paesaggio prezioso e immaginario dei madrigali dedicati agli Scaligeri, signori di Verona.
Vere e proprie perle sono infatti i frutti che il lavoro filologico del gruppo fa brillare ai nostri orecchi: dai virtuosistici madrigali del codice Squarcialupi, alle briose ballate monodiche del codice Rossi, dai mottetti dello stupefacente Ciconia alle laudi vibranti di calda religiosità e per andare oltre ai limiti cronologici del trecento e affacciarsi sul secolo successivo, le sospirose ballate del codice Canonici, dove in mezzo ai nomi quasi sconosciuti di autori non certo meno geniali, campeggia il ben noto Dufay.
Tutto questo è stato accolto con successo dalla critica e dal pubblico, in festival come MITO (Milano), Notti Malatestiane (Rimini), Canto delle Pietre (Ticino), Ceresio estate (Ticino) e in tourné impegnative come quella in Cina (Century Theatre – Pechino, Ambasciata Svizzera – Pechino, teatro di Heyuan). E’ appena uscita la registrazione per la casa editrice Pan Classics: Sotto l’imperio del possente Prince, documento sonoro ricco di passione e controllo, un binomio quasi ossimorico che ben esemplifica la sfida musicale che il Perlaro raccoglie e che forse ha già vinto.